Dal 20 al 24 gennaio 2025, la cittadina svizzera di Davos ha ospitato l’Annual Meeting del World Economic Forum, appuntamento cruciale per il dialogo tra politica, economia e innovazione globale. Con il tema ufficiale “Collaboration for the Intelligent Age”, l’edizione 2025 ha messo al centro la necessità di una cooperazione internazionale intelligente, capace di guidare la transizione verso un futuro più sostenibile, equo e tecnologicamente avanzato.
Circa 3.000 leader da oltre 130 Paesi hanno preso parte al summit: oltre 60 Capi di Stato e di Governo, rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali, CEO di multinazionali, imprenditori, accademici e innovatori. Un’agenda fitta di sessioni plenarie e panel tematici ha tracciato una rotta condivisa sulle grandi priorità globali: futuro del lavoro, crescita sostenibile, transizione energetica, impatto delle tecnologie emergenti e geopolitica dell’innovazione.
Figura centrale dell’evento, come di consueto, Klaus Schwab, fondatore del WEF, affiancato da leader politici mondiali e top executive delle aziende member del Forum. Il messaggio è stato chiaro: l’intelligenza artificiale, la robotica, la tecnologia climatica e la digitalizzazione dei mercati non sono più solo tendenze, ma architravi su cui ripensare le economie globali. In questo contesto, la collaborazione pubblico-privato è considerata non solo auspicabile, ma imprescindibile.
Tra le partnership strategiche, un ruolo chiave è stato giocato da organismi come ONU, FMI, Banca Mondiale e dai grandi player industriali e digitali globali, che hanno contribuito al dibattito con studi, report e casi di successo. Importante anche il focus sull’inclusione, con voci provenienti da economie emergenti, giovani leader e attivisti.
Davos 2025 ha così rafforzato la sua funzione di piattaforma di governance globale, dove la diplomazia incontra l’innovazione, e dove il futuro si costruisce attraverso l’ascolto, la collaborazione e una visione condivisa di progresso.
